"Il Giardino", 2026
Olio su tela 70x90 cm.
"Il Giardino", 2026
Olio su tela 70x90 cm.
Per la mia pittura il Giardino non è semplicemente citazione, di Paradiso o di anima, ma è figura del mio ingresso in quel luogo speciale che è la Pittura.
Qui le forme esistono, grazie alla luce, attraverso le relazioni che le collegano. La composizione rende visibile la trama invisibile di queste relazioni, definisce gli elementi in quanto necessari l'uno all'altro.
La relazione è il fondamento della forma e il Giardino, come la pittura, è quella forma organizzata nella quale nulla è completamente isolato.
Qui l’unità si dà non come uniformità, ma come relazione tra differenze e il mio lavoro in questo Giardino consiste proprio nel condurre tale unità che già esiste in natura a una nuova unità.
Il Giardino è la pittura che ho scelta come strumento attraverso il quale il mondo concreto mi può manifestare la sua origine.
Il mio lavoro al suo interno, che mi è stato affidato non so come né quando né perché, consiste certamente nel riprodurre, però non direttamente la natura ma il suo sistema fondato sulle relazioni, dando vita a un'«armonia parallela».
Mi sforzo di essere un buon giardiniere: osservo, misuro, metto in rapporto, affondo o lascio emergere.
Certamente non creo la forma dal nulla, semplicemente accetto le condizioni per cui la forma possa manifestarsi, perchè il mio fine non è aggiungere una forma al mondo, ma rendere visibile la trama di relazioni attraverso cui il mondo prende forma.
L. G.
"La Storia", 2026
Famiglia
Olio su tela 140x70 cm.
"La Storia", 2026
Sposi
Olio su tela 140x70 cm.
"La Storia", 2026
Conversione
Olio su tela 140x70 cm.
"La Storia", 2026
Figli
Olio su tela 140x70 cm.
"La Storia", 2026
Giardino
Olio su tela 70x350 cm.