“Capire le cose che ci circondano è la migliore preparazione per capire le cose che stanno al di là.”
Ipazia di Alessandria
A proposito dell'Arte.
A chi voglia operare nell’Arte si pongono sostanzialmente due domande: il perché (contenuto) e il come (forma).
Il perchè sembrerebbe alla base, inteso come intuizione che viene afferrata e compresa nei dettagli suggerendo il come.
Malgrado il risultato finale concreto richieda la maggior parte dello sforzo, in assenza dell’ispirazione iniziale a tale risultato non si potrebbe mai arrivare.
Eppure, se è vero che l'intuizione consente di sperimentare nuove tecniche e d'altro canto vero che questo sperimentare concreto introduce nuove intuizioni.
Quindi forma e contenuto, lungi da essere opposti fra loro, nell'opera d'arte si fondono insieme.
L'intuizione è una forma di conoscenza, soggettiva e oggettiva, interiore ed esteriore, personale e universale, che produce materia nuova, che a sua volta produce nuova conoscenza.
Intuizione e tecnica hanno entrambe qualità generative che si compendiano reciprocamente tramite amore, quella forza motrice che unifica e riconduce ogni elemento all’unione con il tutto, sorgente di tutti i sentimenti e dei moti espansivi e unitivi della vita.
L'ostacolo a questo amore nasce da un equivoco: l’unicità della persona non ne costituisce la superiorità sugli altri.
All’origine di ogni sentimento negativo c'è questo equivoco, è un problema che affligge l'individuo e che si propaga alla collettività.
Il problema deve perciò essere risolto nell'interno del sé e per libera scelta, tramite coscienza.
Tutto deve essere ricondotto all’Amore, luogo in cui tutto ha origine.
“Sono tentato di dir di più, di suggerire che forse, nel regno visivo, l'arte vera – in quanto distinta da non importa quali valori informativi o semplici novità o stravaganze o giochi – sempre tende a comunicare la pura esistenza delle figure ch'essa presenta.
L'arte vera non ha mai rappresentato, né mai dovrebbe farlo, ma ha presentato.
L'arte è basata sulla realtà, ma vive indipendentemente da essa, senza guardare al trampolino dal quale si lancia nell'oceano dell'Essere.
L'arte vera è Essere; e con Jehovah dell'Antico Testamento dovrebbe rispondere, se richiesta cos'è:
"Io sono Colui che è." Bernard Berenson “Piero della Francesca or The Ineloquent in Art”, 1954
Giudicando secondo l’evoluzione che si trae dalla storia, l'Arte vera “presenta” l’oggetto, cioè ne individua l’essenza - nascosta al di là dell’esistenza - e la mostra a tutti. Riconoscere il valore solo a un certo modo di fare Arte, indicare esattamente il criterio per discernere fra arte vera e falsa, è importante per stabilire la connessione fra Arte e Essere.
Ciò equivale a liberarsi dal giudizio basato su moda o mercato, fattori materiali e di conseguenza relativi, che al più servono per giudicare di una contraffazione dell'arte che al momento attuale è accreditata socialmente.
Nell’arte è l’ispirazione, elemento spirituale, che concede di presentare piuttosto che di rappresentare. L’ispirazione, che percorre tutta la storia dell’arte caratterizzando ogni tempo, è il solo elemento in grado di sollevare l’attività artistica dai fini utilitaristici che guidano la maggior parte delle attività umane.
Per secoli la Storia è stata trasmessa e l’ispirazione personale si è nutrita anche di questa trasmissione, poichè esiste un'eredità artistica, un evidente passaggio di testimone, senza il quale non si dà alcuna evoluzione, né individuale né collettiva.
Per un artista autentico il talento personale produce frutto solo grazie all’ispirazione, alla conoscenza della storia che lo precede, al lungo esercizio e a una dedizione incondizionata, tutto ciò basta e avanza per sfatare il mito dell’artista che nasce dal nulla.
Per amore di verità - sarebbe il caso di definire dilettanti tutti gli altri, particolarmente quelli che, supportati dall’apparato degli addetti ai lavori, si credono artisti.
A proposito della Pittura. Il vero e la sua immagine.
"La pittura rappresenta al senso con piú verità e certezza le opere di natura, che non fanno le parole o le lettere, ma le lettere rappresentano al senso con piú verità le parole, che non fa la pittura.
Ma dicemmo essere piú mirabile quella scienza che rappresenta le opere di natura, che quella che rappresenta le opere dell'operatore, cioè le opere degli uomini, che sono le parole, com'è la poesia e simili, che passano per l’umana lingua." Leonardo, “Della pIttura”
La Pittura è arte visiva, come tale ha due possibili oggetti: quello visibile oppure la sua immagine. L’oggetto concreto, visto direttamente con gli occhi, oppure la sua immagine elaborata dalla mente, vale a dire una delle tante possibili sue immagini. L' immagine dell'oggetto, come un diaframma opaco, si pone nel mezzo fra lo sguardo e l’oggetto stesso.
Nella storia il percorso di emancipazione dal letterario inizia presto, anche nei casi in cui l’immagine letteraria venga imposta dalla tradizione o dalla committenza l’opera eccellente si dichiara svincolata, è proiettata verso la pura pittura, finchè accede al completo affrancamento dalla letteratura.
Grazie alla caduta dei temi storici e religiosi e soprattutto con l’avvento della fotografia, che più palesemente stabilisce il confine fra lo sguardo umano e quello meccanico, proprio mentre si va affermando l’immagine si va comprendendo lo specifico della pittura: prendendo la distanza dal racconto insito nell'immagine, la pittura si concentra completamente sull’osservazione.
L’osservazione viene praticata en plein air, ma ciò che si cambia non è semplicemente il luogo dove dipingere, si tratta piuttosto di una concreta presa di posizione contro i mutamenti epocali imposti dalla “rivoluzione industriale", è innanzitutto una scelta politica e anche il cambiamento che produce è come una nuova rivoluzione opposta alla prima.
Ciò che muove il dipingere en plein air non è il prodotto ma la ricerca, non nel camo delle idee ma della pura osservazione, ciò che è specifico della pittura.
L’inedita concentrazione sul soggetto dal vero è motivata dall’inseguimento dello sguardo da adoperare per osservarlo e tutto questo si evince dalle opere e dagli scritti di molti pittori dell’epoca.
La rinuncia della costruzione razionale dell’opera intorno a un racconto si verifica a causa della scelta di questa ricerca.
La ricerca è appassionata, supera i confini dell’io e si orienta verso il mistero della “visione”, elaborazione di sentimenti e sensazioni personali provocati direttamente dall’osservazione pura. L’oggetto esce dalla consueta immagine, che lo imprigiona in un luogo comune, acquista verità e rinasce nuovo nell’opera tramite la visione personale.
Laura Grosso 2026